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Nel nuovo secolo quale valore puo’ avere una festa, anche se quella del patrono?
La riscoperta delle tradizioni non avra’ mai il gradimento della gran parte, specialmente nelle estreme regioni meridionali. La festa era processione, luminarie, venditori di noccioline e dolci, da qualche anno sopravvivenza per terzomondisti, la banda, i fuochi d’artificio. Anziani ed amanti di certe manifestazioni, nulla piu’. Anche perche’ la famiglia non osava lasciare la propria abitazione durante la festa per evitare che la stessa venisse visitata dai ladri, chiamati a nozze in occasioni del genere.
Nel nuovo secolo quale valore puo’ avere una festa, anche se quella del patrono?
La riscoperta delle tradizioni non avra’ mai il gradimento della gran parte, specialmente nelle estreme regioni meridionali. La festa era processione, luminarie, venditori di noccioline e dolci, da qualche anno sopravvivenza per terzomondisti, la banda, i fuochi d’artificio. Anziani ed amanti di certe manifestazioni, nulla piu’. Anche perche’ la famiglia non osava lasciare la propria abitazione durante la festa per evitare che la stessa venisse visitata dai ladri, chiamati a nozze in occasioni del genere.
Da qui il modo nuovo di intendere la festa del patrono inaugurato a Tricase da Giuseppe Colazzo ed i suoi amici. Non piu’ la festa canonica nella piazza principale del paese ma festa di tutto il paese o quasi. Gran parte dei rioni della citta’ si riempirono cosi’ nel lontano 1996 di piccole iniziative, animatori di strada, gruppi per i giovani ma anche eccezionali suonatori di “pizzica”, il ballo che ora imperversa in tutt’Europa grazie ai film “La pizzicata e Sangue vivo” di Edoardo Winspeare, regista tricasino formatosi nella MittelEuropa.
La gente ora partecipa di piu’. Non solo ma e’ anche piu’ pronta a contribuire in maniera diversa. Gia’, perche’, come tutti sanno, andare a chiedere il contributo per la festa di questi tempi non e’ sempre agevole. La gente mette le mani in tasca ma lo fa per non dispiacere all’incaricato, scelto sempre tra quelle persone alle quali non e’ facile dire no per la sua disponibilita’, la sua personalita o carisma.
Peraltro, chi deve mettere le mani in tasca ed abita o svolge la sua attivita’ in pretta periferia non sempre accetta la festa che, magari, fara’ fare affari d'oro solo ai negozianti che con la piazza convivono. Ecco la vera novita’. La festa che si sposta e va anche in periferia per far sentire tutti partecipi. D’altronde S. Vito e’ il protettore di tutti e non solo di quelli che abitano nella piazza principale o nelle vicinanze.
Oronzo Russo
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